Basilica di San Clemente al Laterano

La basilica di San Clemente a Roma, dedicata a papa Clemente I, sorge nella valle tra l’Esquilino e il Celio, sulla direttrice che unisce il Colosseo al Laterano, nel rione Monti.
Attualmente è retta dalla Provincia irlandese dei domenicani. Ha la dignità di Basilica minore.
Sebbene sia stata costruita nei primi anni del XII secolo da papa Pasquale II, dopo la distruzione di questa parte della città nel 1084 da parte dei Normanni di Roberto il Guiscardo, con il suo atrio, il suo coro cinto da un muro e i suoi amboni è il modello perfetto delle antiche basiliche di Roma.
Pasquale II seguì, su scala minore, le linee di una chiesa più antica, ed utilizzò, adattandoli, anche alcuni dei suoi materiali. Il muro marmoreo dell’attuale coro, per esempio, risale a papa Giovanni II (533-535).
La chiesa più antica fu costruita sotto Costantino I (morto nel 337) o poco dopo.
Girolamo (347 – 419/420), dice che ai suoi tempi non era nuova: nominis eius [Clementis] memoriam usque hodie Romae exstructa ecclesia custodit.
La chiesa è menzionata anche in iscrizioni del tempo di papa Damaso I (morto nel 384) e di papa Siricio (morto nel 399).
Nel 1857 il Padre Joseph Mullooly, O.P., allora Priore di San Clemente, cominciò dei lavori di scavo sotto alla basilica attuale nel corso dei quali non solo scoprì la basilica originaria, del IV secolo, immediatamente al di sotto, ma anche, ad un livello ancora più basso, i resti di costruzioni più antiche ancora, del I secolo.
Nella basilica sono conservate le reliquie di san Cirillo, evangelizzatore degli Slavi che portò infatti a Roma le reliquie di san Clemente.