Intervista a Hélène Battaglia

Hélène Battaglia fotografata da Tino Vacca

Hélène Battaglia fotografata da Tino Vacca

Hélène Battaglia, fashion editor, è autrice della duologia bestseller Rosa “Appuntamento al Ritz” e “Una Promessa di Felicità”. La sua protagonista, Hope, amante di Chanel e degli alberghi di lusso, si ritrova a vivere delle avventure a sfondo rosa in ambientazioni da sogno: dagli alberghi parigini a cinque stelle, a maestose ville ottocentesche inglesi, fino a castelli scozzesi dal sapore antico. Ma quanto c’è di “reale” dietro le vicende fiabesche della protagonista? Approfittando della recente uscita del suo nuovo romanzo “E all’improvviso sei arrivato tu”, inizio delle avventure con una nuova protagonista, abbiamo pensato di intervistarla per carpirle qualche segreto sulla nuova trama, sul suo rapporto con la scrittura e del confine tra realtà e finzione nelle sue avventure.

 

Da dove trai  l’ispirazione per i tuoi romanzi?

Dalla mia vita soprattutto. Dalle mie “avventure/sventure”, dalla storia, dalla positività.  Sono una persona carica di positività.  Poterla condividere é un grande onore. Anche dal sogno, sono sempre stata una grande sognatrice e amo l’idea di riuscire a fare sognare chi mi legge. Amo scrivere di argomenti che mi piacciono, che mi fanno provare emozioni, che mi fanno vibrare. Il mio intento é regalare un pezzo di me in ognuno dei miei romanzi.

 

Ci sono molte somiglianze con la tua protagonista.. a partire dall’iniziale del nome! Quanto c’è di “tuo” in Hope?

Sicuramente tantissimo. Siamo molto simili sia fisicamente che al livello caratteriale. Di lei, molti hanno scritto che fosse il mio alter ego letterario. Questa cosa mi va bene perché penso che così sia, anche se, chiaramente, per molti versi, HOPE rimane un puro frutto della mia fantasia. Questa duologia, a lei dedicata, mi ha permesso di raccontarmi… un po’… tanto. E’ stata una bellissima esperienza. Ti svelo un piccolo segreto. All’insegna del regista Hitchcock che faceva un’apparizione lampo in ognuno dei suoi film, ho fatto un’apparizione lampo in quanto Hélène in “Una promessa di felicità”, il sequel di “Appuntamento al Ritz”. Ma dove non vi dico, sta a voi trovarlo!

Hope vive delle esperienze incredibili nel corso dei due romanzi. Potresti citarne una realmente accaduta (se c’è stata) e una che invece ti sarebbe piaciuto vivere?

Potrei, ma non lo farò! Mi piace che chi mi legge si chieda dove finisca la realtà e dove inizi la fantasia. Ti dirò solo che, in entrambi i romanzi, ci sono molti episodi autobiografici. Sta a voi lettori, scoprirli.

 

Soprattutto nel primo libro abbiamo molti personaggi che vengono citati esclusivamente con l’iniziale del loro nome/cognome. Come mai?

Di tutte le domande che mi sono state fatte finora, questa si che non me l’aspettavo. In realtà non c’é niente di strategico in tutto ciò. Mi é venuto spontaneo nominarli cosi. Il nome è la parte più importante, scegliere il cognome é molto difficile. Lo vuoi adatto alla sua immagine, originale. L’iniziale, invece, lascia spazio al mistero, scatena la cuorisità del lettore. A quanto pare infatti ha scatenato la tua! Il lettore si ritrova allora a fantasticare e, perché no, a inventarsi lui stesso il cognome del personaggio. Comunque per quanto mi riguarda, si é fatto tutto in modo naturale. Alcuni mi sono venuti con nomi e cognomi. Alcuni con nomi e iniziali del cognome.

 

Hai qualche figura di riferimento nello scrivere i tuoi libri?

Al contrario di molti scrittori e scrittrici che ammettono quasi orgogliosi di “ispirarsi” a qualche figura prestigiosa per scrivere, sinceramente io non ne ho. In quanto grande amante della storia, ammetto tuttavia che mi piacciono i riferimenti storici. Non esito a farne sia per quanto riguarda la storia personale dei miei protagonisti sia per quanto riguarda i luoghi citati nel corso della narrazione, in questo modo le mie commedie romantiche hanno quel piccolo tocco in più che le rende decisamente uniche, perché maggiormente ispirate alla mia vita privata.  Inoltre mi piace l’idea che la letteratura rosa possa perfino avere una missione educativa. Leggere, svagarsi e staccare la spina e perché no, ripassare la storia in modo divertente e senza avere l’impressione di farlo.

 

Per quanto riguarda il tuo ultimo romanzo che però non avrà Hope per protagonista.. puoi darci qualche dettaglio?

Non è una vera e propria commedia sentimentale, ho desiderato sperimentare il romanzo storico-sentimentale. E’ stata una bellissima esperienza, mi é piaciuto davvero tanto. Mi auguro sinceramente possa essere di gradimento delle mie numerose lettrici, le HOPEgirls.

 

Oltre al nuovo libro, progetti per il futuro?

Dopo il successo della mia capsule collection di t-shirt artistiche per il brand italiano London Ink, commercializzata nell’estate 2013, sto lavorando a nuove collaborazioni artistiche nell’ambito della moda. Dimenticavo! E’ già pronta una nuova commedia sentimentale romantic glam!

 

Laura Cardinale