Graziano Ciocca ha passato gran parte della sua infanzia in giardino. Sollevava sassi alla ricerca di bacarozzi e millepiedi da mettere nelle scatoline dei formaggini, oppure a riflettere sulle ingiustizie subite sullo scivolo arancione. Fortunatamente, delle due attività ha coltivato solo la prima passione ed è diventato un entomologo, invece che uno psicopatico.
In terza elementare scrive un tema “cosa sarò da grande” dichiara di voler diventare un biologo per sconfiggere il cancro. 18 anni dopo si laureerà effettivamente in biologia, ma non curerà nessuno, piuttosto cercherà di sterminare le zanzare usando le larve di libellula. Senza riuscirvi, peraltro.
Fresco di laurea, si trova di fronte a un bivio: la divulgazione scientifica, oppure passare i successivi due anni al microscopio a smistare larve di insetti morti.
Sceglie la divulgazione scientifica.
Inizia come guida al Bioparco di Roma, ma ha talmente tante idee che gli frullano in testa e una situazione così stimolante all’Università, che fonda l’Associazione G.Eco nel 2009, insieme ai suoi colleghi biocosi.
Ne è tuttora il presidente e cerca di trasformare in gioco tutto ciò che tocca, una sorta di Re Mida ludico: il DNA, la Biodiversità, la sostenibilità, gli ecosistemi.
Nel 2015 scrive anche un libro, “I Tori Odiano il Rosso”, che vince il premio nazionale di divulgazione scientifica, sezione “under 35”.
Il suo commento è: “non scriverò mai più un libro.”
Attualmente, sta scrivendo un libro.
Già.Graziano Ciocca ha passato gran parte della sua infanzia in giardino. Sollevava sassi alla ricerca di bacarozzi e millepiedi da mettere nelle scatoline dei formaggini, oppure a riflettere sulle ingiustizie subite sullo scivolo arancione. Fortunatamente, delle due attività ha coltivato solo la prima passione ed è diventato un entomologo, invece che uno psicopatico.
In terza elementare scrive un tema “cosa sarò da grande” dichiara di voler diventare un biologo per sconfiggere il cancro. 18 anni dopo si laureerà effettivamente in biologia, ma non curerà nessuno, piuttosto cercherà di sterminare le zanzare usando le larve di libellula. Senza riuscirvi, peraltro.
Fresco di laurea, si trova di fronte a un bivio: la divulgazione scientifica, oppure passare i successivi due anni al microscopio a smistare larve di insetti morti.
Sceglie la divulgazione scientifica.
Inizia come guida al Bioparco di Roma, ma ha talmente tante idee che gli frullano in testa e una situazione così stimolante all’Università, che fonda l’Associazione G.Eco nel 2009, insieme ai suoi colleghi biocosi.
Ne è tuttora il presidente e cerca di trasformare in gioco tutto ciò che tocca, una sorta di Re Mida ludico: il DNA, la Biodiversità, la sostenibilità, gli ecosistemi.
Nel 2015 scrive anche un libro, “I Tori Odiano il Rosso”, che vince il premio nazionale di divulgazione scientifica, sezione “under 35”.
Il suo commento è: “non scriverò mai più un libro.”
Attualmente, sta scrivendo un libro.
Già.Graziano Ciocca ha passato gran parte della sua infanzia in giardino. Sollevava sassi alla ricerca di bacarozzi e millepiedi da mettere nelle scatoline dei formaggini, oppure a riflettere sulle ingiustizie subite sullo scivolo arancione. Fortunatamente, delle due attività ha coltivato solo la prima passione ed è diventato un entomologo, invece che uno psicopatico.
In terza elementare scrive un tema “cosa sarò da grande” dichiara di voler diventare un biologo per sconfiggere il cancro. 18 anni dopo si laureerà effettivamente in biologia, ma non curerà nessuno, piuttosto cercherà di sterminare le zanzare usando le larve di libellula. Senza riuscirvi, peraltro.
Fresco di laurea, si trova di fronte a un bivio: la divulgazione scientifica, oppure passare i successivi due anni al microscopio a smistare larve di insetti morti.
Sceglie la divulgazione scientifica.
Inizia come guida al Bioparco di Roma, ma ha talmente tante idee che gli frullano in testa e una situazione così stimolante all’Università, che fonda l’Associazione G.Eco nel 2009, insieme ai suoi colleghi biocosi.
Ne è tuttora il presidente e cerca di trasformare in gioco tutto ciò che tocca, una sorta di Re Mida ludico: il DNA, la Biodiversità, la sostenibilità, gli ecosistemi.
Nel 2015 scrive anche un libro, “I Tori Odiano il Rosso”, che vince il premio nazionale di divulgazione scientifica, sezione “under 35”.
Il suo commento è: “non scriverò mai più un libro.”
Attualmente, sta scrivendo un libro.
Già.Graziano Ciocca ha passato gran parte della sua infanzia in giardino. Sollevava sassi alla ricerca di bacarozzi e millepiedi da mettere nelle scatoline dei formaggini, oppure a riflettere sulle ingiustizie subite sullo scivolo arancione. Fortunatamente, delle due attività ha coltivato solo la prima passione ed è diventato un entomologo, invece che uno psicopatico.
In terza elementare scrive un tema “cosa sarò da grande” dichiara di voler diventare un biologo per sconfiggere il cancro. 18 anni dopo si laureerà effettivamente in biologia, ma non curerà nessuno, piuttosto cercherà di sterminare le zanzare usando le larve di libellula. Senza riuscirvi, peraltro.
Fresco di laurea, si trova di fronte a un bivio: la divulgazione scientifica, oppure passare i successivi due anni al microscopio a smistare larve di insetti morti.
Sceglie la divulgazione scientifica.
Inizia come guida al Bioparco di Roma, ma ha talmente tante idee che gli frullano in testa e una situazione così stimolante all’Università, che fonda l’Associazione G.Eco nel 2009, insieme ai suoi colleghi biocosi.
Ne è tuttora il presidente e cerca di trasformare in gioco tutto ciò che tocca, una sorta di Re Mida ludico: il DNA, la Biodiversità, la sostenibilità, gli ecosistemi.
Nel 2015 scrive anche un libro, “I Tori Odiano il Rosso”, che vince il premio nazionale di divulgazione scientifica, sezione “under 35”.
Il suo commento è: “non scriverò mai più un libro.”
Attualmente, sta scrivendo un libro.
Già.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *