Giano

Nella Francia del XVIII secolo i salotti letterari erano luoghi di riunione, spesso privati, dove si riunivano periodicamente, a cura di un anfitrione, intellettuali o personaggi più o meno noti alle cronache mondane, per dibattere o conversare. Per citare le parole di Fontanelle: “il luogo dove le persone amano trovarsi per conversare piacevolmente”. Organizzati e mantenuti soprattutto da donne, spesso venivano ad essere identificati con il loro stesso nome, il nome della via o del luogo dell’abitazione.

Ben presto si è quindi posto il problema di quale nome, tra i due delle fondatrici, attribuire. La scelta è presto ricaduta su un nome che potesse rispecchiarle entrambe e che, facilmente, potesse far identificare ogni Salottiere: Giano.

Giano Bifronte è il dio degli inizi, materiali e immateriali, ed è una delle divinità più antiche e importanti della religione romanaiano rappresenta anche il custode di ogni forma di passaggio e mutamento, protettore di tutto ciò che riguarda un inizio ed una fine. I suoi due volti scrutano il futuro e il passato, poteri donatigli da Saturno come ringraziamento per averlo ospitato dopo esser stato spodestato da Giove. Quale divinità migliore per rappresentare un’idea nata da madre e figlia?

Le porte del tempio di Giano si spalancavano in tempo di guerra e nel suo tempio si sacrificava spesso per avere vaticini sulla riuscita delle imprese militari. Viene anche ricordato come il Creatore e il Padre degli Dei. Un altro elemento ha fatto ricadere la scelta proprio su tale divinità: dalla letteratura pare che uno dei figli di Giano fosse proprio Tiberino, signore del Tevere. Dato non indifferente considerando che la sede del nostro Salotto è a Roma.