Basilica di San Crisogono

All’inizio del Viale di Trastevere sorge la chiesa dedicata a San Crisogono di Aquileia.
Ha la dignità di basilica minore ed è sede dell’omonimo titolo cardinalizio.
Secondo quanto ci tramanda la passione, Crisogono, dopo aver predicato a Roma e convertito al Cristianesimo numerose persone, tra cui Anastasia e Rufo, venne fatto arrestare per ordine di Diocleziano e fatto condannare a morte mediante decollazione.
La tradizione ci informa che il luogo del martirio fu Aquìleia, il 23 novembre. Il corpo del martire venne raccolto e sepolto dal prete Zoilo, il quale verrà scoperto e ucciso.
Ma un altro Crisogono si identifica con il vescovo stesso di Aquileia, menzionato nella lista episcopale della chiesa aquileiese.
Questi dovrebbe essere stato sepolto a San Canziano d’Isonzo, solo dopo varie disavventure le sue reliquie verranno portate a Roma tra il XV e il XVI secolo.
San Crisogono è una delle più antiche chiese di Roma, essendo il Titulus Chrysogoni incluso nell’elenco dei tituli già nell’elenco del 499.
La prima chiesa venne costruita nel IV secolo, sotto papa Silvestro I (314-335) ma venne ricostruita prima nel XII secolo e poi ancora nel 1626, su progetto di Giovanni Battista Soria, per volere del cardinale Scipione Caffarelli-Borghese, il cui nome campeggia sul fronte e i cui emblemi araldici (aquila e drago alato) si ripetono ovunque.
Sotto l’attuale chiesa sono visibili i resti della prima, scoperti nelle indagini archeologiche del 1907 e nei successivi scavi.
La basilica è stata per secoli chiesa nazionale dei Sardi e dei Còrsi residenti a Roma: ivi sono sepolti diversi corsi già al servizio del papa nella guardia corsa papale.