Intervista a Franz Rossi

Franz_Rossi

Franz Rossi, scrittore e blogger, è riuscito a coniugare la passione per la corsa a quella per la scrittura. Fondatore della rivista “X.RUN – Storie di corsa”, sul suo blog si occupa di corsa e di filosofia. A maggio 2015 è stato in televisione con la trasmissione “Oltre il Limite” grazie alla quale ha accompagnato cinque personalità televisive al loro debutto da maratoneti in alcune tra le più belle gare del mondo. Assieme a Giovanni Storti (del trio di Aldo, Giovanni e Giacomo) ha scritto a quattro mani il libro “Corro perché mia mamma mi picchia”, vincitore del Premio Bancarella Sport 2014. E’ appena uscito in libreria il loro ultimo romanzo “Una seducente sospensione del buon senso”.

Da dove nasce la sua passione per la corsa?

Ho iniziato a correre a scuola e poi come allenamento per il canottaggio, lo sport che praticavo da ragazzo. Ma a differenza dei miei amici, per me la corsa non era un’attività noiosa. Quando c’era mare grosso e non potevamo uscire in barca io partivo per un giro lungo e mi perdevo nei miei pensieri.

La corsa è stata una costante nella mia vita, ma sempre in modo secondario, quasi ancillare rispetto al resto. Fino a quando ho deciso, quasi per sconfiggere la paura dell’età, di correre una maratona prima di compiere i 40 anni. L’ho fatto e da quella volta la corsa è diventata un’abitudine di vita.

 

Ricorda la prima?

Ricordo ogni prima volta.

La prima gara è stata una corsa campestre disputata quando ero alle medie. Ero bello grassoccio e arrivai ampliamente ultimo. Ricordo che camminavo appena uscivo dalla visuale dei professori.

Poi ricordo la prima volta che ho corso una mezza maratona, la prima maratona, la prima volta oltre i 42, la prima volta che ho corso i 100 km e poi il primo trail, la prima gara di notte, la prima gara in pista…

Ogni prima volta è memorabile.

 

Come è nata l’idea di coniugare la passione per la corsa alla scrittura?

Sono un lettore appassionato. Per lavoro vivo nel mondo dei giornali. La parola, il linguaggio, sono da sempre una mia passione.

Quando ho iniziato a correre cercavo qualsiasi libro parlasse di corsa, ero perennemente affamato di storie legate al running. Così ho fondato X.RUN (una rivista che parla di corsa), ho iniziato il blog e ho scoperto che molti mi leggevano e mi dicevano che si ritrovavano in quello che raccontavo…

 

Dal blog al primo libro insieme a Giovanni Storti “Corro perché mia mamma mi picchia”, quali sono le difficoltà del dover adattare i due diversi stili di scrittura, dal blog a un romanzo?

Il linguaggio cambia a seconda della persona che ti ascolta. Similmente lo stile con cui scrivi deve adattarsi al medium che adoperi. Un blog, un giornale, un post sui social network o un libro. E’ un’operazione che mi viene abbastanza naturale proprio perché pratico diversi tipi di media. In “Corro perché mia mamma mi picchia” c’è un mix dei vari stili: essendo scritto come una raccolta di racconti brevi c’è un po’ della cronaca tipica degli articoli e un po’ dello story telling emozionale che funziona bene sui social e in televisione.

 

Come è nata l’idea di scrivere un libro assieme a Giovanni?

Giovanni è prima di tutto un amico e un compagno di corsa. Ci siamo conosciuti correndo in montagna (sport che entrambi prediligiamo) e abbiamo coltivato l’amicizia negli allenamenti milanesi.

Avevo da un po’ in mente di scrivere un libro che partendo dalla domanda (seria) “perché corri?” desse una risposta un po’ scanzonata ma facesse al contempo capire che correre è un modo di divertirsi.

Ne ho parlato con Giovanni e lui mi ha detto che la Mondadori gli aveva chiesto di scrivere un libro su questo tema… così abbiamo iniziato a mettere giù qualche idea e in poco più di tre mesi il libro era pronto.

 

Adesso con “Una Seducente sospensione del buon senso” siete passati alla narrativa. Come è scrivere un romanzo a quattro mani?

Io dico sempre che il passaggio tra scrivere una raccolta di cronache com’è stato il primo libro allo scrivere un romanzo è come passare dalla maratona all’ultra maratona: sempre di scrivere si tratta ma la complessità si moltiplica.

Scrivere un romanzo richiede ideare una storia e mantenerla credibile dal primo all’ultimo capitolo. Con Giovanni abbiamo parlato molto di quello che volevamo apparisse nel racconto e poi abbiamo iniziato a scrivere. Ci scambiavamo i files ed ognuno correggeva e aggiungeva qualcosa.

Poi i personaggi hanno iniziato a vivere per conto loro, con la loro personalità e il loro stile. E noi li abbiamo un po’ seguiti cercando solo di mantenere il timone ed evitare di impantanarsi…

Per rispondere alla domanda: è stato difficile ma molto divertente.

 

Avete avuto delle figure di riferimento che vi hanno ispirato?

Direi di no. Siamo entrambi lettori voraci. Abbiamo pagato un tributo citando alcuni romanzi legati al viaggio e, soprattutto, al doppio rapporto uomo/cane e ragione/istinto. Questi romanzi sono una specie di “colonna sonora” all’interno del nostro romanzo. Abbiamo giocato con essi più che ispirarci.

 

Progetti futuri?

Progetti parecchi, non legati alla scrittura ma ai viaggi e alle corse. D’altronde raccontiamo quello che viviamo non il contrario. Quindi è necessario vivere intensamente, raccogliere un po’ di storie, prima di rimettere mano alla penna.

 

Laura Cardinale